Tra i documenti di Fabio, ho trovato questa relazione che aveva fatto per un blog di una certa d.ssa Sgarro, psicologa del Centro della Gioia-Ardeatina. Queste informazioni l’ho ricavate perchè ha scritto un documento di nome “Relazione personale per Blog D.ssa Sgarro.docx” nella cartella “Psicologa (Centro della Gioia-Ardeatina)”; il documento l’ha finito di modificare il 16/04/2014 alle 9:28. Di seguito sono le sue parole, che credo vi farà piacere leggere, come ha fatto piacere a me… Giuliano

F.F.

Ho 43 anni, sono sposato con 2 figli di 6 e 9 anni.

Ho iniziato la mia lotta a 38 anni.

Sono stato operato 4 volte, la prima per il problema primario alla papilla di vater e poi ho avuto 3 recidive (fegato, sottosternale e polmone) e sono sotto controllo nella stessa struttura, in una delle strutture ospedaliere migliori a Roma e uno dei primi in Italia.

Tutto è iniziato perché mia moglie una mattina mi ha detto che avevo le sclere degli occhi gialli. Io non provavo ne dolore, ne fatica, che poi si è iniziata a manifestare dopo un po’ di giorni.

Ho fatto terapia chemioterapica endovenosa e ora in capsule.

In tutti questi anni ho avuto tanti momenti di sconforto nonostante il mio forte carattere, la mia forza mentale, la mia positività e la mia tenacia e quello che mi ha mandato avanti come un leone è stata la forza che mi trasmettevano l’amore dei miei figli, di mia moglie, dei miei genitori e fratelli e di tutti i parenti e grandi amici che mi circondano. Sembra assurdo ma a volte non mi sono sentito nemmeno io l’interessato per quanto la lotta sia sempre stata condivisa. E’ chiaro io sono il vero gladiatore ma senza scudo, spada e armatura è difficile combattere contro un mostro.

Nel cammino in ospedale ho incontrato quasi tutti professionisti magnifici, sia per la loro competenza, una delle migliori in Italia (e di consulti ne ho avuti parecchi, anche nei centri più accreditati del Nord), che per la loro umanità. Questo è esteso non solo ai chirurghi ma anche a quelli che fanno un lavoro che sembra facile e scontato ma conta quanto chi ti opera: gli infermieri.

Ho avuto anche una esperienza negativa col primo oncologo della stessa struttura ospedaliera, perché anche se non c’era nulla da togliere alla sua professionalità era un freddo burocrate. Oggi sono seguito da un oncologo nella stessa struttura della mia stessa età e devo dire che meglio non potevo capitare, perché vive la mia situazione come fosse la sua e studia il caso nella sua complessità e particolarità e non solo seguendo procedure o protocolli standard: un vero ricercatore. Oggi è il più richiesto nella struttura, mentre quando ho iniziato con lui non era così conosciuto.

All’inizio ero scettico sull’aiuto psicologico ma mi ha aiutato molto nel superare alcuni scogli e incertezze che questa situazione ti crea, l’insicurezza del domani per esempio. Con questi professionisti ho avuto la possibilità di sfogare alcune situazioni che con i familiari un po’ non mi sentivo di esternare proprio per non rendere loro ancora più insicuri di me. Con questa esperienza mi sto aiutando molto e vivo la giornata in modo più tranquillo e in tutta la sua interezza.

Da questa esperienza ho capito che non serve arrabbiarsi, abbattersi o piangersi addosso in nessuna occasione della vita ma capire che quando ci si alza la mattina è un bel giorno che possiamo trasformare in perfetto solo se noi lo vogliamo. Non è facile e non sempre ce la facciamo ad affrontare con questa positività i fatti quotidiani ma piano piano, un gradino alla volta, ci si riesce, si scala la montagna e si raggiunge la vetta, godendo del gran panorama che ci si presenta davanti.